House of Babel

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Intervista su Giochi di lingua, per conoscerli meglio.
view post Posted on 16/4/2009, 23:16Quote

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 7/12/2009, 00:00


1 - Per i pochi che ancora non conoscono Asengard Edizioni ti andrebbe di presentare il regno magico che hai creato?

Non molto tempo fa, in fiera, una persona si è complimentata con noi per “l’interessante esperimento di creare una casa editrice che, finalmente, ha occhi anche per gli autori italiani”; se vogliamo, Asengard non è effettivamente lontana dall’essere un esperimento, un tentativo di dar voce ad autori italiani nel filone della narrativa fantastica, dove si tende a pubblicare quasi esclusivamente autori stranieri.



2 - Come è nato il desiderio di intraprendere questa avventura editoriale?

Tutto è partito da un semplice lettore, appassionato di letteratura fantastica, con il “vizio” di navigare nei siti dove agli utenti è data la possibilità di scrivere e condividere racconti. Nonostante il trend stia pian piano cambiando, qualche anno fa gli autori italiani di genere erano da cercare con il lanternino e mi pareva strano, vista la qualità di alcuni dei racconti che leggevo, che pochissimi volessero proporre penne italiane nel campo del fantastico. Questo è stato il punto di partenza da cui tutto si è sviluppato e ha portato la neonata Asengard a essere l’attuale piccola-Asengard come la si può vedere adesso.



3 - Presumo che da buon editore tu sia anche un vorace lettore; quali sono gli autori che inconsapevolmente hanno fatto nascere in te la passione per il genere Fantasy, Horror, Gotico?

A parte i “soliti noti”, di cui ogni editore, autore o lettore fa ampio sfoggio, cito volentieri il nome non altisonante di Martin Hocke che sicuramente conosceranno in pochi ma la cui trilogia è sicuramente da leggere (dimenticandosi di elfi, maghi e guerrieri pur rimanendo nel fantasy).



4 - Ci descriveresti la giornata tipo da editore Asengard?

Come si gestisce il lavoro quotidianamente e la scelta delle copertine a chi è affidata?

Un mio omonimo (che fa però Bennato di cognome, ed è sicuramente molto più noto del sottoscritto!) ha fatto spesso la “one man band”, ossia un musicista che canta e suona più strumenti contemporaneamente in una performance dal vivo. Asengard funziona a grandi linee allo stesso modo, con me a fare da “one man band” se non fosse per alcuni validissimi collaboratori che mi aiutano soprattutto con la lettura dei manoscritti e, in alcuni casi, con l’editing dei romanzi. Con queste premesse, è facile capire come sia caotica una giornata di lavoro passata fra lettura, correzioni, telefono, carte, scartoffie e burocrazia varia! Difficilmente una giornata lavorativa è fatta di “solo” otto ore, molto spesso gli autori hanno ricevuto mie email a ore impensabili della notte!

Per quanto concerne le copertine, non abbiamo mai scelto unilateralmente ma ci siamo sempre confrontati con gli autori, scambiandoci idee e proposte. Una volta giunti ad avere delle specifiche che accontentano entrambi, le passiamo a un disegnatore professionista per la realizzazione.



5 - I primi contatti con gli autori che hanno inaugurato le collane Fantasy e Horror come sono avvenuti?

Quale rapporto si è instaurato in seguito con gli autori che fanno parte tuttora della casa editrice?

Internet è ed è stato indubbiamente il motore che ha fatto muovere Asengard: dopo aver pubblicato alcuni annunci con la presentazione della casa editrice e la richiesta di manoscritti, siamo stati letteralmente subissati di materiali da parte degli autori (viaggiamo su una media di 200 manoscritti ricevuti all’anno!). Con le prime letture sono arrivati anche i primi due manoscritti validi che hanno visto la luce qualche mese dopo, come ce ne sono stati altri dopo di questi e come ci auguriamo ce ne siano molti fra i tantissimi che ancora dobbiamo leggere.

Gli autori con cui abbiamo lavorato fin’ora si sono dimostrati tutti disponibili, sia nel momento in cui abbiamo detto loro “disinnamorati del tuo manoscritto, adesso è l’ora di maltrattarlo!”, sia nelle fasi successive alla stampa, quando cioè diventa necessario un certo impegno anche da parte degli autori per far conoscere il libro al pubblico. L’unico contributo che chiediamo agli autori, infatti, è quello di collaborare con la casa editrice sia nel momento dell’editing sia nella fase di promozione, oltre a questo non abbiamo mai chiesto alcun contributo – diretto o indiretto, nella forma di acquisto di copie – agli autori. Insomma, sintetizzerei dicendo che con tutti gli autori abbiamo un ottimo rapporto, e mi auguro che anche loro darebbero la stessa risposta a una domanda del genere.



6 - Cosa rende un manoscritto adatto alla pubblicazione con Asengard?

La sperimentazione, le idee innovative hanno la loro importanza?

Come ho già avuto modo di dire più di una volta, è il “feeling” quello che ci fa decidere se vogliamo investire tempo e risorse su un libro. Per quanto mi riguarda, l’editore è prima e soprattutto un lettore, che prende se stesso come metro di giudizio e, in base a questo, decide se un manoscritto che a lui è piaciuto può essere reso pubblico così che altri possano leggerlo. Non mi sono mai considerato un lettore atipico, un illuminato o un detentore della Letteratura con la “L” maiuscola, ma ho sempre sostenuto che se a me “lettore medio” un manoscritto piace, potrebbe piacere anche ad altri. Fino a oggi i risultati di questo modus agendi sono stati incoraggianti e per questo il criterio di scelta dei manoscritti da pubblicare non cambia, per quanto possa sembrare naif! Di sicuro, non credo che andremo mai alla ricerca di ragazzini di sei anni che hanno scritto il libro rivelazione dell’anno, di casi umani o di personaggi “prestati” alla carta stampata, per quanto nessun calciatore o personaggio dello spettacolo abbia ancora scritto una trilogia fantasy! La risposta alla seconda parte della domanda è sicuramente un sì, ma con un limite: l’eccessivo rincorrere l’originalità e l’innovazione spesso fa un effetto boomerang, soprattutto per chi non ha alle spalle una certa maturità “letteraria” e una buona dose di esperienza. Quindi, ben vengano i crossover fra i generi, ad esempio, ma infilare il fantasy in qualsiasi tipo di romanzo perché ultimamente il fantasy piace porta spesso a risultati disastrosi. Un po’ come volersi infilare un paio di pantaloni di quattro taglie più piccoli perché è di moda l’attillato!



7 - Quali i tratti essenziali che definiscono un libro Fantasy e Horror?

Semplicemente... non esistono. Usciamo dai cliché che vogliono il fantasy con gli elfi, i maghi e i nani, e l’horror con gli zombi e gli spargimenti di sangue; dove, in entrambi i casi, i buoni devono salvare il mondo dai cattivi. Torno sulla risposta alla domanda precedente e invito i curiosi a leggersi la trilogia di Hocke, una trilogia sicuramente fantasy dove i protagonisti sono... gufi!

Certo, alcuni aspetti sono tipici della narrativa horror e fantasy, e qui tornano in gioco maghi, elfi, zombi e via dicendo, ma non sono da confondere gli aspetti tipici (che possono esserci come non esserci) con i tratti essenziali.



8 - Per una piccola casa editrice, anche se in continua crescita come la vostra, non è sempre facile essere presenti nelle grandi librerie. Quali idee avete pensato e messo in atto per superare queste barriera e raggiungere comunque i vostri lettori?

Niente di esoterico o coperto da chissà quali segreti professionali: non potendo fare affidamento su un battage pubblicitario che richiederebbe ingenti risorse e il cui esito sarebbe incerto, abbiamo spesso fatto molto affidamento su internet e sugli strumenti che questo mette a disposizione. Non sono da dimenticare nemmeno le fiere, interessantissime anche perché mettono noi a diretto contatto con i lettori... e viceversa!



9 - Un passo importante è stato pubblicare Prodigium di Falconi, noto autore fantasy. Come è nata l’idea di collaborare insieme e il pubblico come ha risposto?

A dire la verità dovreste chiederlo direttamente a Francesco, visto che è stato lui a inviarci il manoscritto di Prodigium e a scegliere di attendere la valutazione tanto quanto gli altri autori. Per quanto possano dire alcune malelingue, Prodigium è stato letto così come leggiamo ogni altro romanzo, ci è piaciuto e, in accordo con l’autore, abbiamo deciso di lavorarci fino ad arrivare all’uscita del libro. La risposta dei lettori è sicuramente buona, e questo non per il nome dell’autore stampato in copertina ma perché, stando a quanto leggiamo su internet, il romanzo è valido e sta piacendo.



10 - Quali le novità e i progetti per il nuovo anno?

Per quanto riguarda le novità, a breve uscirà “Il Sigillo della Terra”, seguito de “Il Sigillo del Vento”, di Uberto Ceretoli. Abbiamo poi in cantiere “Zeferina” di Riccardo Coltri, romanzo che molti attendono con una certa trepidazione; per finire, sempre in lavorazione c’è l’antologia “Sanctuary”, una raccolta di racconti urban-fantasy firmati da alcune delle migliori penne del fantastico italiano: visto il fine della raccolta, è per me un piacere poter dire che gli autori, gli illustratori e la casa editrice hanno accettato di lavorare gratuitamente a questo progetto i cui utili verranno donati in beneficenza.

Progetti e idee sicuramente tanti, ma come mio solito preferisco fare un passo dopo l’altro e lavorare sempre sulla qualità piuttosto che sulla quantità: quindi per il momento rimaniamo concentrati su queste tre uscite, al resto penseremo a tempo debito!



11 - Che ne dici di concludere la chiacchierata con un consiglio per tutti gli autori che hanno un manoscritto nel cassetto e vorrebbero pubblicarlo con Asengard edizioni.

Rileggetelo, mettetevi nei panni del vostro peggior nemico e criticatevi senza pietà. Mettetevi poi nei panni di un lettore: il vostro manoscritto lo sta annoiando? Non ce la fa più a leggere cinquanta righe per capitolo di descrizione di “verdi boschi” o di “stanze buie”? Avete fatto caso che la roccia non può sempre essere “nuda” e un omicidio “efferato”, o che tutti i protagonisti non possono avere abiti, occhi o capelli neri come la pece o come la notte?

Soprattutto, appena digitato l’ultimo punto (inteso proprio come “.”) del vostro libro, rendetevi conto che il vostro manoscritto non può ancora essere spedito a un editore, che sia Asengard o chiunque altro; dimenticatevelo per un po’ e riprendetelo in mano dopo qualche settimana, sicuramente non vi sembrerà più il gioiellino che era prima e molto probabilmente vi saranno venute idee per quanto riguarda tagli, modifiche o aggiunte.

Fate poi un controllo sulla forma e sull’italiano, senza dimenticare quella cosa importantissima chiamata punteggiatura! E se vedete tanti “serpentini rossi” sotto le parole, fate una bella passata con il correttore: chi legge è più ben disposto se la lettura procede fluida.

Guardate poi a chi state spedendo il manoscritto: è assai improbabile che un editore che pubblica manualistica tecnica sia interessato al vostro interessantissimo saggio sull’abbigliamento delle dame alla corte di Luigi XIV!

Per finire: non abbiate fretta, né di terminare un libro né di vederlo pubblicato a tutti i costi (“e chi ha orecchie per intendere”, si dice...).

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