ecco qui...
Las Vegas" edizioni è una giovane casa editrice che si definisce così, "il posto in cui tutto è possibile, un universo abitato da storie che sarebbe un peccato non raccontare. Storie giovani, ironiche, rock, romantiche, glamour. Che hanno un inizio, uno svolgimento e una fine (non necessariamente in questo ordine). Ma, soprattutto, che hanno stile"
Con estremo piacere intervistiamo il sindaco, l’ideatore, l’editore capo, tre ruoli che risiedano nella stessa persona : Andrea Malabaila. Nato a Torino nel 1977, ha esordito come autore nel 2000 col romanzo Quelli di Goldrake (Di Salvo). Nel 2003 ha pubblicato Bambole cattive a Green Park (Marsilio), con cui ha vinto il premio Desenzano Libro Giovani. Nel gennaio 2008 ufficialmente prende vita la casa editrice Las Vegas.
1) Andrea Malabaila è sia scrittore che editore, come vivi questi due ruoli nella tua vita quotidiana?
Benissimo. Nel senso che tengo le due attività separate, ma allo stesso tempo scrivere mi aiuta a fare meglio l’editore e fare l’editore mi aiuta a scrivere meglio. Se si è ricettivi è molto utile avere a che fare quotidianamente con i testi che arrivano in redazione. Mi riferisco sia a quelli che funzionano sia a quelli che proprio non vanno. Ti rendi conto di quali siano gli errori in cui è più facile incappare, delle scorciatoie già abusate, e anche del fatto che ci sono tantissimi autori o aspiranti tali e quindi non bisogna mai accontentarsi: per emergere devi lavorare duramente e dare il mille per mille. Un altro aspetto utilissimo è il confronto con gli autori che pubblichiamo. Da tutti c’è qualcosa da imparare. L’importante, secondo me, è vivere questo rapporto come un’opportunità di crescita. La cosa non è così scontata perché scrivere è un’attività individualistica, mentre una casa editrice è un’esperienza di collaborazione collettiva.
2) Qual è stato il momento preciso in cui hai pensato, se questo pensiero c’è stato, “Oggi creo una casa editrice” e come lo hai messo in pratica?
Era un’idea che mi girava per la testa da anni. Ho sempre sognato di fare un po’ come Tondelli negli anni Ottanta e di dare un’opportunità a quei giovani che se la meritavano. Con internet è facile imbattersi in giovani autori che scrivono sui blog o sui forum, ed è bello scoprire, di tanto in tanto, qualche perla rara... Poi, poco più di un anno fa, terminato il contratto a progetto per l’azienda in cui lavoravo, ho pensato di provarci davvero. Dopo qualche mese passato a sbrigare tutte le formalità, a stendere un business plan, a trovare i primi testi e un distributore nazionale, a gennaio di quest’anno eravamo pronti a partire.
3) Come è formata la casa editrice Las Vegas, quali sogni e progetti?
Al momento siamo un piccolo gruppo animato semplicemente dalla passione. Io reggo le fila da Torino e per fortuna ho trovato altri pazzi come me, in giro per l’Italia, che con il loro entusiasmo e le loro abilità specifiche rendono possibile la realizzazione di questo piccolo grande sogno chiamato Las Vegas. Il progetto è quello di crescere, di farci conoscere e far leggere i nostri libri, fino a diventare una realtà autosufficiente. E non avendo grandi mezzi economici, possiamo confidare solamente nella qualità dei titoli pubblicati.
4) In quale modo scegliete i libri da pubblicare, avete qualche preferenza? Vi è mai capitato di corteggiare un autore che non vi aveva inviato alcun manoscritto?
Il criterio è soggettivo ma si spera che in quella soggettività ci sia anche dell’oggettività. Cioè: deve piacere a Las Vegas ma non solo a Las Vegas. Pubblichiamo narrativa non di genere, dopodiché gli stili possono essere anche molto lontani tra loro (un po’ come nella città di Las Vegas, in cui convivono stili diversissimi). Una parola chiave è proprio “stile”. Sono convinto che non basti una buona idea per fare un buon romanzo. Troppo spesso, secondo me, si tende a sottovalutare la forma rispetto al contenuto.
Quanto all’autore corteggiato, in effetti c’è stato un caso. Alla Fiera del Libro dello scorso anno ho tampinato Marco Candida che conoscevo da molto tempo grazie al suo blog. Aveva appena pubblicato il suo romanzo d’esordio per Sironi e sapevo che ne aveva un altro pronto. Il corteggiamento ha avuto un lieto fine, e uno dei primi titoli che abbiamo pubblicato a gennaio è stato “Il diario dei sogni”.
5) Qual è stato l’episodio più divertente collegato ad un autore che ha tentato di proporvi il suo lavoro?
Ce ne sono parecchi. Mi sono divertito a scrivere un dialogo che è una sorta di collage delle cose sentite negli ultimi mesi. Lo potete leggere qui:
www.lasvegasedizioni.splinder.com/post/17561222/6) Cosa assicurate all’autore che firma un contratto di pubblicazione con voi?
Di diventare ricco, no. Di vincere lo Strega, nemmeno. Però assicuriamo massima trasparenza (nessun famigerato contributo, nessun obbligo di acquisto copie), massima disponibilità (uno dei capisaldi su cui si poggia Las Vegas è il rapporto con l’autore), una tiratura di almeno mille copie, una distribuzione a livello nazionale, una promozione mirata che qualche frutto l’ha già dato (e mi riferisco alle recensioni e agli spazi in radio e tv).
7) Ad oggi te la senti di fare un bilancio e quali sono i progetti per il futuro?
Il bilancio, a parte quello economico, è ottimo. Abbiamo pubblicato sei titoli di cui sono molto orgoglioso: l’antologia “Viva Las Vegas”, “Saxophone Street Blues” di Hector Luis Belial, “Il diario dei sogni” di Marco Candida, “Attraversami” di Christian Mascheroni, “Oltre l’ostacolo” di Giulia Meli, “Il cosmo secondo Agnetha” di Daniele Vecchiotti. A ottobre usciranno “Polaroid” di Gianluca Mercadante e “Guardrail” di Eva Clesis. Abbiamo lanciato un gioco-concorso che ha coinvolto centrotrenta blogger e il risultato sarà una nuova antologia curata da Enrico Piscitelli, che al momento sta lavorando con gli autori sull’editing dei racconti. Il meglio, qui a Las Vegas, deve ancora arrivare.
http://giochidilingua.splinder.com/post/17...to+su+Las+Vegas